Primo turno delle amministrative 2022 a Verona

Al primo turno delle amministrative 2022 a Verona Damiano Tommasi avanti, Sboarina secondo e Tosi fuori dal ballottaggio

Il primo turno del voto amministrativo di Verona premia Damiano Tommasi, sostenuto dalle forze di centrosinistra riunite in blocco per l’ex calciatore di Hellas e Roma.

Con 40507 voti di lista si aggiudica il primo round, lasciando il sindaco uscente Federico Sboarina distaccato di circa 6000 preferenze e l’ex sindaco Flavio Tosi addirittura di 16500 voti.

Dobbiamo ammetterlo, nell’area progressista nessuno si aspettava un margine così ampio, il 41%, sebbene le divisioni del centrodestra avessero lasciato intravvedere la possibilità di un buon risultato e il passaggio al ballottaggio.

Ha 48 anni Tommasi ed è la prima volta che partecipa ad una elezione così importante, ma ha fatto la campagna studiando bene i propri passi e con la freschezza di uno studente liceale, mostrando una moderazione negli atteggiamenti e nel linguaggio che hanno colpito l’immaginario delle persone e rivendicando la natura civica della sua candidatura.

Commenta Tommasi nell’immediatezza del voto “La voglia di girare pagina si fa sentire. Per noi è un risultato storico, una prospettiva di cambiamento. La gente vuole un futuro diverso per Verona. Stiamo cercando insieme di voltare pagina: non sarà facile ma è il dato che ci portiamo a casa questa notte”.

E con il buon risultato della lista Tommasi anche i candidati socialisti hanno ottenuti risultati lusinghieri; Paola Poli ha ottenuto 190 referenze (quarta posizione nella lista), mentre il giovane Giacomo Piva si è fermato a 131 voti

Buona quindi la nostra partecipazione sottolineando che anche nelle circoscrizioni i nostri candidati non hanno affatto sfigurato.

Un ringraziamento quindi va a loro rivolto, perché è per mezzo del loro impegno e del loro lavoro sul territorio che si è potuto raggiungere questo apprezzabile risultato.

Tornando ai risultati del voto in questa prima fase è evidente che il centrodestra diviso e litigante è stato punito dagli elettori della nostra città, tradizionalmente orientata su un voto cattolico e conservatore.

Matteo Salvini, che nel famoso abbraccio di piazza Dante, aveva messo da parte tensioni e litigi con la Meloni per sostenere il primo cittadino in carica e Forza Italia che aveva scelto di schierarsi con Tosi hanno ben rappresentato le divisioni del centrodestra presenti in ambito nazionale e su queste divisioni si è incuneata la campagna elettorale di Tommasi.

Ora Tommasi, considerato un outsider totale nelle scorse settimane, deve vedersela con il secondo candidato, il sindaco uscente Federico Sboarina, percepito in città più amministratore, che politico.

Damiano Tommasi si è giocato il consenso dei veronesi nella campagna elettorale con approccio di tipo nuovo; mai rissoso, mai all’attacco, quasi sottotraccia, a tratti perfino impercettibile, convinto che contro due esponenti politici con quella esperienza amministrativa, servivano argomenti diversi.

E infatti per settimane ha parlato solo di valori, di giovani, di futuro, di nuova fase della città e, a differenza degli altri candidati, ha deciso di incontrare i segretari dei partiti che fanno parte della sua coalizione solo in privato.

L’ha fatto con Enrico Letta, con Giuseppe Conte e anche con il nostro segretario nazionale Maraio, rivendicando la natura civica della sua candidatura.

Tra due settimane il ballottaggio: “Avendo sempre fatto pochi gol — commenta Tommasinon so come si esulta ma so che ce la metteremo tutta”.

E noi socialisti siamo pronti e non faremo certamente mancare il nostro sostegno per ottenere questo importantissimo risultato.

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    Presso la sede del C.C.C.

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