Commemorazione di Gianfranco Bertani
Giovedì 15 gennaio in Consiglio Comunale a Verona è stato commemorato l'ex vicesindaco, assessore all'urbanistica e consigliere socialista Gianfranco Bertani, scomparso lo scorso dicembre a 95 anni.
Il discorso di commemorazione è stato tenuto da Massimo de Battisti e ha toccato tutti i momenti più importanti dell'attività politica di Bertani, dal suo esordio, ancora giovanissimo, in Consiglio Comunale, agli obiettivi raggiunti in ambito urbanistico, senza dimenticare la realizzazione dell’aeroporto civile, del polo universitario, dell'Ospedale di Borgo Roma e del piano di salvaguardia della collina.
Di seguito l'intervento di De Battisti:
" E’ un onore per me commemorare un personaggio della statura di GianFranco Bertani, scomparso lo scorso dicembre.
Ringrazio anche per questo i Consiglieri Emeriti che attraverso il ricordo dei personaggi importanti della città ricostruiscono quel mosaico di personalità, eventi e testimonianze che compongono la storia di Verona.
Non una semplice celebrazione degli uomini illustri, ma un ponte tra passato e futuro che permette di agire con maggiore consapevolezza per il bene della città. Ringrazio anche Matteo Bertani, qui presente, per i ricordi del papà.
Se gli storici amano chiamare ‘Trenta Gloriosi’ gli anni dal 1945 al 1975 come l'età d'oro dell'economia occidentale, Verona potrebbe chiamare così gli anni della sua storia che vanno dal 1955 al 1985, anni in cui si compirono le maggiori scelte politiche e amministrative di cui tuttora godiamo i benefici. Sono anche gli anni in cui si sviluppa l’impegno amministrativo e politico di Gianfranco Bertani.
Ricordo solo alcune delle principali realizzazioni di quegli anni pieni del fervore della rinascita, a partire dall’Aeroporto Civile, dalla creazione dell’Università e del nuovo Museo di Castelvecchio, l’Ospedale di Borgo Roma, la municipalizzazione del trasporto pubblico cittadino, la nascita della prima Zona industriale in ZAI con la Fiera al vertice, il piano di sviluppo dell’edilizia economico popolare.
Economia, cultura e sociale in un unico grande Disegno di Modernizzazione della città.
E si partiva da una situazione terribile dopo i rovinosi bombardamenti che avevano distrutto case e monumenti cittadini, oltre il 44% degli edifici civili. Nel 1952 l’inchiesta parlamentare sulla miseria rilevava nella provincia di Verona uno dei più bassi redditi pro capite di tutto il centro nord. Grazie alle scelte di quella classe dirigente, con al vertice i Sindaci Zanotto, Gozzi e Delaini, Verona visse un ‘balzo in avanti’ in cui la mano pubblica svolse un ruolo fondamentale.
Bertani entra in Consiglio Comunale giovanissimo nel 1956, all'età di 26 anni. Proviene da una famiglia socialista e antifascista, il fratello del padre fu costretto ad emigrare in Francia per evitare le persecuzioni del regime. Dopo l’invasione russa dell’Ungheria nel 1956 comincia l’allontanamento del PSI dall’abbraccio mortale con i comunisti e l’avvicinamento progressivo al rapporto con la Democrazia Cristiana.
Nella stessa DC cambiava il gruppo dirigente del dopoguerra in vista dell’incontro con i socialisti. Si arriva così alla prima amministrazione di Centro-Sinistra con Sindaco Renato Gozzi alla fine del 1964. Bertani diviene Assessore all'Urbanistica e crea un team di giovani architetti e urbanisti socialisti come Libero Cecchini, Arrigo Rudi, Otto Tognetti e Marco Lucat. Poi c’erano Luciano Cenna e Luigi Calcagni: un gruppo di professionisti di primordine uniti da una visione moderna dello sviluppo della città e da un forte orgoglio civico.
La nuova giunta si trovò sul tavolo un Piano Regolatore già preparato dall'architetto Plinio Marconi, che era un’autorità internazionale nel suo campo. Un piano che prevedeva una grande espansione edilizia della città.
Su pressione di Bertani e del suo gruppo di lavoro, la giunta di centrosinistra lo fece rifare completamente, riducendo la previsione demografica da 400.000 a 250.000 abitanti. Fu inoltre congelato l’aumento dei volumi edilizi che si era concentrato prevalentemente nel quartiere di Borgo Trento.
Ma uno dei lasciti più importanti alle generazioni successive fu il Piano di Salvaguardia della Collina. Fu realizzato gratuitamente e subito condiviso dal Sindaco Gozzi. Inserito nel PRG contribuì a preservare l'immagine unica della collina veronese, mentre in altre città italiane il fondale verde veniva in quegli stessi anni distrutto per sempre dalla speculazione.
Tra le altre benemerenze di Bertani Assessore all’Urbanistica vi fu la promozione del Quadrante Europa con il suo inserimento nel Piano Regolatore, in stretta collaborazione con Giulio Segato, nonostante l'opposizione del PCI, che lo definiva "elefantiaco”.
Nasce così l’ossatura industriale della città che diventa un motore economico del Veneto e ancora oggi è una tra le province più produttive d'Italia. Nella Variante Generale al P.R.G. del 1966 vi era altresì un grande impulso all'edilizia economico popolare con una per allora innovativa previsione di ampie zone verdi accanto alle nuove abitazioni.
Il nome di Bertani è anche associato ad un episodio eccezionale nella storia di Verona che fu l'intervento del Comune nella crisi Tiberghien, la grande fabbrica tessile di San Michele. Delegato dal Sindaco, Bertani, grazie anche alla sua esperienza di professionista riuscì a riportare in pareggio il bilancio dell’azienda salvando il reddito di centinaia di lavoratori.
Gozzi e Bertani avevano in comune oltre all'integrità morale e l'energia del fare anche la concezione della politica come laboratorio di idee. Leggendarie le riunioni di Gozzi sui temi etici che si tenevano nella sua casa di Grezzana e quelle a Casa Bertani di via Massalongo con gli intellettuali più brillanti della Sinistra italiana.
Bertani fu Presidente dell'Ente Fiera di Verona dal 1982 al 1987, con Angelo Betti segretario. Durante il suo mandato fu realizzata la costruzione dell’Agricenter (ora Palaexpo Verona) che valse alla nostra città il titolo di «Capitale Verde d'Europa».
GianFranco Bertani è stato un uomo di indiscussa integrità morale, un autentico servitore delle istituzioni. Anche nei ruoli più prestigiosi non smise mai di coltivare l’ironia e quella sobrietà elegante che non ha mai bisogno di essere esibita.
Grazie dell’attenzione e auguri a tutti i Consiglieri per il lavoro che li aspetta in quest’anno davvero decisivo per la nostra città. "
| Video dell'intervento di Massimo De Battisti |