All'Università di Verona la cerimonia per la donazione del busto di Egidio Meneghetti

Alla biblioteca Meneghetti del Polo Medico, Scientifico e Tecnologico della nostra Università la cerimonia per la donazione del busto bronzeo da parte del PSI veronese


Il PSI veronese ha donato all'Università di Verona il busto bronzeo dello scienziato socialista Egidio Meneghetti, opera dell'artista Berto Zampieri (1910-1966), che è stata posta all'interno dell'omonima bilbioteca al Polo Medico, Scientifico e Tecnologico di Borgo Roma.
La cerimonia della donazione della statua e della inaugurazione della mostra si è svolta lunedì 26 gennaio con gli interventi del nostro segretario provinciale Umberto Toffalini, che ha ripercorso il contributo politico di Meneghetti, mentre per gli aspetti scientifici, storici e artistici sono intervenuti i prof.ri Matteo Ballottari, Renato Camurri, Roberto Leone e Luca Bochicchio.
In concomitanza all'inaugurazione della biblioteca anche l'apertura di due mostre, una alla biblioteca Meneghetti e l'altra alla biblioteca Frinzi, dal titolo significativo "Gli sia dunque resa la giustizia che merita - Egidio Meneghetti, scienziato, partigiano e poeta", citazione tratta dalla commemorazione del Sen. Norberto Bobbio.
Riportiamo di seguito lìintervento di Umberto Toffalini:
"Buongiorno a tutti i presenti.
Vorrei restituire l’emozione e la profonda commozione dei socialisti veronesi in questa cerimonia dedicata a Egidio Meneghetti, alla quale partecipiamo con orgoglio donando il busto che Berto Zampieri creò in onore di questo straordinario protagonista del Novecento.
Nel Pantheon dei grandi socialisti del secolo scorso, Meneghetti occupa a pieno titolo un posto d’onore, accanto a figure come Giacomo Matteotti e Anna Kuliscioff.
Vorrei prima di tutto ringraziare Daniela Brunelli che sia in Società Letteraria che in Università ha sempre coltivato la memoria di Egidio Meneghetti per tenere viva la fiaccola del ricordo. Ringrazio anche Bruno Castelletti, avvocato e poeta che insieme a Massimo De Battisti è stato un tenace fautore della donazione.
Qual era il socialismo di Egidio Meneghetti? Si potrebbe ricordare la famosa frase di Pietro Nenni: “Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”.
Fin da bambino aveva imparato a conoscere da vicino “quelli che erano rimasti indietro”, accompagnando il padre nel suo lavoro di direttore dell’ospedale psichiatrico di Borgo Roma.
La scelta di stare dalla parte degli ultimi segnò anche la sua partecipazione, come medico, alla Prima Guerra Mondiale. Visse la tragedia della trincea come un’esperienza di fusione tra le classi sociali, e si distinse per il coraggio con cui difese i suoi commilitoni, meritando quattro medaglie al valore. Un percorso umano e civile che richiama da vicino quello di Sandro Pertini.
Negli anni successivi, nel secondo dopoguerra, continuò a battersi per chi non aveva voce né opportunità. In un articolo pubblicato sull’«Avanti!» nel 1954, dedicato agli studenti e all’università, difendeva con forza il diritto allo studio degli studenti meno abbienti.
Oggi si assiste al fatto che un numero enorme di studenti forti soltanto delle loro floride condizioni economiche riescono a eludere il catenaccio degli esami. Cosa devono fare i socialisti? Per un verso un’azione che proporzioni i mezzi di studio al numero degli studenti, per altro aiutare coloro che non sono in grado di proseguire gli studi così possano essere messi nella condizione di farlo.
Nel 1947, dopo l’esaltante ma anche dolorosa esperienza della Resistenza, Meneghetti aderisce al Partito Socialista Italiano, allora guidato da Pietro Nenni. Proviene dal Partito d'Azione insieme a tanti altri intellettuali protagonisti della Resistenza come Riccardo Lombardi e Tristano Codignola, il futuro artefice della scuola media unica.
Sono accomunati dall'idea di sganciare il PSI dall'alleanza frontista col Partito Comunista Italiano, una speranza che diventerà più concreta dopo gli eventi ungheresi del 1956. E’ a questo punto che Egidio Meneghetti entra direttamente nelle istituzioni come Consigliere Comunale del Partito Socialista a Padova.
Quante riunioni e quante discussioni ha visto questo busto nel suo peregrinare tra le varie sedi veronesi del Psi, a partire dal 1956! Ricordo la sede di via Adua poi quella di Piazzetta Pescheria poi ancora quella di Porto San Pancrazio e quella finale nella sede di via Chioda.
Raccontava Libero Cecchini, un altro grande socialista veronese, che quando Meneghetti veniva in visita alla Federazione di Verona era circondato da un grandissimo rispetto e venerazione, “Per noi giovani era come un santo della causa socialista”.
L’espressione del suo viso ritratta da Berto Zampieri è pensosa, non ha il pathos eroico e monumentale del busto di Mario Salazzari nel Bo’ a Padova.
Mi tornano alla mente i monumenti eretti nel nostro Veneto all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Si racconta che, nelle amministrazioni guidate dai socialisti prima dell’avvento del fascismo, si preferisse mettere in luce il dolore collettivo e la dignità del sacrificio piuttosto che l’eroismo bellico.
Forse anche in questo busto Berto Zampieri ha voluto richiamare i momenti più dolorosi della vita di Egidio Meneghetti, segnati dalla perdita della sua famiglia sotto i bombardamenti e dalle atrocità cui aveva assistito durante la Resistenza.
Una scelta di sobrietà e di umana pietà che unisce profondamente questi due grandi socialisti veronesi. "

  •   Via Chioda 125A - 37134 VERONA
    Presso la sede del C.C.C.

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